Ecco perché siamo così ossessionati dalle suore nei film dell’orrore: secondo la fonte ufficiale, una suora

Il nuovo film horror Immaculate arriva oggi nelle sale con la star di Euphoria Sydney Sweeney nel ruolo della protagonista Cecilia, una giovane donna che scopre orrori indicibili durante un viaggio nella campagna italiana. A poche settimane di distanza, arriva nelle sale The First Omen, incentrato su una donna che inizia a mettere in discussione la propria fede quando scopre una terrificante cospirazione riguardante la Chiesa. Nel frattempo, i criptici teaser trailer di Longlegs di Oz Perkins, in uscita a luglio negli Stati Uniti, hanno lasciato gran parte degli orrori al loro interno all’immaginazione, seguendo l’agente dell’FBI Lee Harker che viene assegnato a un caso irrisolto di serial killer che prende una piega inaspettata. Ma cosa lega tutti questi film horror? La risposta è la presenza di suore all’interno delle loro terrificanti narrazioni.

L’esistenza delle suore nel cinema di genere è tutt’altro che insolita. Il credo religioso esiste come sintomo di paura, in quanto siamo consapevoli che le nostre vite sono vulnerabili e caotiche, e la religione porta risposte alle nostre più grandi paure e misteri. I film dell’orrore sono spesso incentrati su battaglie tra bene e male, con la religione che si colloca a entrambe le estremità dello spettro, offrendo esplorazioni sfumate di molteplici fedi nel corso dei decenni. Un tropo che è rimasto costante è quello della suora, che il più delle volte è una “suora spaventosa” che infesta i nostri incubi.

Suora è la parola giusta

Taissa Farmiga nei panni di Suor Irene nello spin-off di The Conjuring The Nun

(Immagine: Warner Bros. Entertainment)

Ma cos’è che fa correre brividi lungo la schiena del pubblico? La suora francescana Pauline Dempsey, di Kilsyth, suggerisce che la classica rappresentazione della suora severa e i crimini storici all’interno della chiesa possono aver contribuito alla loro importanza nell’horror. Dice: “Penso che ci sia un mistero sul tipo di vita che le persone nella chiesa conducono. C’è anche una storia di suore come personaggi piuttosto formidabili, vestiti in modo strano. Penso che forse l’abbigliamento delle suore nei primi tempi abbia avuto un ruolo in questo senso: lo sventolio del saio e il ticchettio del rosario. Non si vedono i capelli, solo il viso sotto la parte bianca dell’abito”.

Il nuovo film horror Immaculate arriva oggi nelle sale con la star di Euphoria Sydney Sweeney nel ruolo della protagonista Cecilia, una giovane donna che scopre orrori indicibili durante un viaggio nella campagna italiana. A poche settimane di distanza, arriva nelle sale The First Omen, incentrato su una donna che inizia a mettere in discussione la propria fede quando scopre una terrificante cospirazione riguardante la Chiesa. Nel frattempo, i criptici teaser trailer di Longlegs di Oz Perkins, in uscita a luglio negli Stati Uniti, hanno lasciato gran parte degli orrori al loro interno all’immaginazione, seguendo l’agente dell’FBI Lee Harker che viene assegnato a un caso irrisolto di serial killer che prende una piega inaspettata. Ma cosa lega tutti questi film horror? La risposta è la presenza di suore all’interno delle loro terrificanti narrazioni.

L’esistenza delle suore nel cinema di genere è tutt’altro che insolita. Il credo religioso esiste come sintomo di paura, in quanto siamo consapevoli che le nostre vite sono vulnerabili e caotiche, e la religione porta risposte alle nostre più grandi paure e misteri. I film dell’orrore sono spesso incentrati su battaglie tra bene e male, con la religione che si colloca a entrambe le estremità dello spettro, offrendo esplorazioni sfumate di molteplici fedi nel corso dei decenni. Un tropo che è rimasto costante è quello della suora, che il più delle volte è una “suora spaventosa” che infesta i nostri incubi.

Suora è la parola giusta

(Immagine: Warner Bros. Entertainment)

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Ma cos’è che fa correre brividi lungo la schiena del pubblico? La suora francescana Pauline Dempsey, di Kilsyth, suggerisce che la classica rappresentazione della suora severa e i crimini storici all’interno della chiesa possono aver contribuito alla loro importanza nell’horror. Dice: “Penso che ci sia un mistero sul tipo di vita che le persone nella chiesa conducono. C’è anche una storia di suore come personaggi piuttosto formidabili, vestiti in modo strano. Penso che forse l’abbigliamento delle suore nei primi tempi abbia avuto un ruolo in questo senso: lo sventolio del saio e il ticchettio del rosario. Non si vedono i capelli, solo il viso sotto la parte bianca dell’abito”.

Immacolata

Anche prima del primo film in movimento, le suore erano presenti nei racconti popolari, tra cui la leggenda del 1300 di Borley Rectory, che narra di una relazione tra un monaco del monastero e una suora di un vicino convento. Quando la loro storia d’amore fu scoperta, si dice che il monaco fu giustiziato e la suora fu murata nelle mura della canonica stessa. Ma non si tratta di un mito solo inglese: già all’inizio degli anni Trenta del Novecento si racconta che un convento di suore di Loudun, in Francia, fu vittima di una presunta possessione demoniaca. Nel corso dei secoli, i racconti di suore coinvolte in atti sadici e satanici a porte chiuse erano comuni, giusto in tempo per la fine del XX secolo e l’invenzione del cinema.

Penso che ci sia un mistero sul tipo di vita che le persone nella chiesa conducono

Suor Pauline Dempsey, francescana

Nel 1922, il regista Benjamin Christensen distribuì Haxan, un film muto che mescolava il documentario con la finzione, esplorando la storia della stregoneria e del satanismo, con un diavolo che tentava le suore a commettere terribili peccati. Nel 1947 seguì Narciso nero, con Deborah Kerr e Kathleen Byron che interpretavano due suore all’interno di un convento alle prese con tensioni crescenti, che alla fine sfociavano nella follia e nella lussuria. Negli anni ’70, il tropo della suora corrotta era diventato così popolare che siamo entrati nell’era dei film di “nunspoitation”, con l’uscita di Killer Nun, The Devils e Satanico Pandemonium. Questi film, che continuarono fino agli anni ’80 e ’90, spesso confondevano i confini tra orrore e sessualità, vedendo le suore corrotte dal diavolo impegnarsi non solo in atti violenti ma anche sessuali.

Un’epoca di repressione

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(Immagine: Black Bear)

Il nuovo film horror Immaculate arriva oggi nelle sale con la star di Euphoria Sydney Sweeney nel ruolo della protagonista Cecilia, una giovane donna che scopre orrori indicibili durante un viaggio nella campagna italiana. A poche settimane di distanza, arriva nelle sale The First Omen, incentrato su una donna che inizia a mettere in discussione la propria fede quando scopre una terrificante cospirazione riguardante la Chiesa. Nel frattempo, i criptici teaser trailer di Longlegs di Oz Perkins, in uscita a luglio negli Stati Uniti, hanno lasciato gran parte degli orrori al loro interno all’immaginazione, seguendo l’agente dell’FBI Lee Harker che viene assegnato a un caso irrisolto di serial killer che prende una piega inaspettata. Ma cosa lega tutti questi film horror? La risposta è la presenza di suore all’interno delle loro terrificanti narrazioni.

L’esistenza delle suore nel cinema di genere è tutt’altro che insolita. Il credo religioso esiste come sintomo di paura, in quanto siamo consapevoli che le nostre vite sono vulnerabili e caotiche, e la religione porta risposte alle nostre più grandi paure e misteri. I film dell’orrore sono spesso incentrati su battaglie tra bene e male, con la religione che si colloca a entrambe le estremità dello spettro, offrendo esplorazioni sfumate di molteplici fedi nel corso dei decenni. Un tropo che è rimasto costante è quello della suora, che il più delle volte è una “suora spaventosa” che infesta i nostri incubi.

Suora è la parola giusta

(Immagine: Warner Bros. Entertainment)

Ma cos’è che fa correre brividi lungo la schiena del pubblico? La suora francescana Pauline Dempsey, di Kilsyth, suggerisce che la classica rappresentazione della suora severa e i crimini storici all’interno della chiesa possono aver contribuito alla loro importanza nell’horror. Dice: “Penso che ci sia un mistero sul tipo di vita che le persone nella chiesa conducono. C’è anche una storia di suore come personaggi piuttosto formidabili, vestiti in modo strano. Penso che forse l’abbigliamento delle suore nei primi tempi abbia avuto un ruolo in questo senso: lo sventolio del saio e il ticchettio del rosario. Non si vedono i capelli, solo il viso sotto la parte bianca dell’abito”.

il film sulle suore

Anche prima del primo film in movimento, le suore erano presenti nei racconti popolari, tra cui la leggenda del 1300 di Borley Rectory, che narra di una relazione tra un monaco del monastero e una suora di un vicino convento. Quando la loro storia d’amore fu scoperta, si dice che il monaco fu giustiziato e la suora fu murata nelle mura della canonica stessa. Ma non si tratta di un mito solo inglese: già all’inizio degli anni Trenta del Novecento si racconta che un convento di suore di Loudun, in Francia, fu vittima di una presunta possessione demoniaca. Nel corso dei secoli, i racconti di suore coinvolte in atti sadici e satanici a porte chiuse erano comuni, giusto in tempo per la fine del XX secolo e l’invenzione del cinema.

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Penso che ci sia un mistero sul tipo di vita che le persone nella chiesa conducono

Suor Pauline Dempsey, francescana

Nel 1922, il regista Benjamin Christensen distribuì Haxan, un film muto che mescolava il documentario con la finzione, esplorando la storia della stregoneria e del satanismo, con un diavolo che tentava le suore a commettere terribili peccati. Nel 1947 seguì Narciso nero, con Deborah Kerr e Kathleen Byron che interpretavano due suore all’interno di un convento alle prese con tensioni crescenti, che alla fine sfociavano nella follia e nella lussuria. Negli anni ’70, il tropo della suora corrotta era diventato così popolare che siamo entrati nell’era dei film di “nunspoitation”, con l’uscita di Killer Nun, The Devils e Satanico Pandemonium. Questi film, che continuarono fino agli anni ’80 e ’90, spesso confondevano i confini tra orrore e sessualità, vedendo le suore corrotte dal diavolo impegnarsi non solo in atti violenti ma anche sessuali.

Un’epoca di repressione

Frenk Rodriguez
Salve, mi chiamo Frenk Rodriguez. Sono uno scrittore esperto con una forte capacità di comunicare in modo chiaro ed efficace attraverso i miei scritti. Ho una profonda conoscenza dell'industria del gioco e sono sempre aggiornato sulle ultime tendenze e tecnologie. Sono attento ai dettagli e in grado di analizzare e valutare accuratamente i giochi, e affronto il mio lavoro con obiettività e correttezza. Inoltre, apporto una prospettiva creativa e innovativa alla mia scrittura e alle mie analisi, che contribuisce a rendere le mie guide e recensioni coinvolgenti e interessanti per i lettori. Nel complesso, queste qualità mi hanno permesso di diventare una fonte affidabile di informazioni e approfondimenti nel settore dei giochi.